SWALLOW

di Stef Smith

dall'11 al 13 novembre

SWALLOW

di Stef Smith

traduzione Natalia di Giammarco

con Lorena Cacciatore, Caterina Bertone, Teresa Campus

regia Roberto Di Maio

produzione De-Mix

 

“Chi ha detto che non si dovrebbero distruggere le cose? In realtà è piuttosto liberatorio. La gente dovrebbe distruggere più cose. Il sudore mi scorre giù per la schiena mentre sto in piedi in mezzo al soggiorno stringendo un martello. L’avrei dovuto fare prima, dopotutto – sono sole cose.”

Siamo la generazione costretta a “generare senso” perché generata in un mondo che ha rinunciato da un pezzo ad offrirne uno precostituito. Creare senso è una sfida enorme, quasi sovrumana….Distruggere: questa sì che è un’impresa alla nostra portata. Nella distruzione si può rintracciare finalmente un ordine, come fa Anna; si può finalmente “sentire” la propria esistenza, come fa Rebecca; nella distruzione si sperimenta l’arbitrio, la libertà, come impara, a suo vantaggio e a sue spese, Sam-Samantha. I tre personaggi sono in bilico tra l’auto-generazione e l’autodistruzione. I due percorsi s’intrecciano, uno precipita nell’altro, attraverso atti fisici e mentali che hanno importanza identica nella vita di questi individui soli, i cui drammi non trovano argine umano al divenire follia.A meno che non ci siano delle intermittenze, degli incidenti, degli incontri, l’amore. Amore, ultimo baluardo di senso condiviso. Tanto impalpabile quanto innegabile; anche quando si manifesta attraverso le pareti di un muro, come tra Rebecca e Anna o quando accade tra un essere in transizione e una donna, come tra Sam e Rebecca. E’ senza senso e crea senso, finalmente condiviso e non più ricercato nell’autodistruzione solipsistica.

“Swallow” significa “ingoiare”, come ingoiare merda, sopportare per sopravvivere, fagocitare dolorosamente in un atto masochista che ti fa sentire vivo; ma significa anche “rondine”, perché forse nessuno come questi individui spersi e spezzati è in grado di sognare e sperare.

 

NOTE DI REGIA

“Non ci sono indicazioni sulla regia, è da immaginare a proprio piacere.”

...così si pone l'autrice nei confronti della propria opera.

E come darle torto!

Swallow ha in se tutto; rapporti, solitudini, vittime e vittimismi, pressione e depressione, azione e reazione.

Swallow dialoga monologando.

Swallow sciocca e ferisce, accarezza, stupra, batte e controbatte.

Tutto questo offre enormi spunti di messa in scena.

E questo è un raro e stimolante “invito”!

Un invito ad una festa in cui ballare senza fermarsi, preferibilmente in apnea.

Ma per una festa bisogna avere l'abito giusto.

Un abito fatto di minimalismo scenico e magnificenza attoriale; di luci fredde; di uno spazio vuoto da riempire con il magnetismo dei rapporti.

Prezzi:

posto Unico € 10,00

Orari:

ore 21,00


Piazza di Sant'Apollonia, 11 00153 Roma.

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