
Era impossibile non diventare amici di Nucci, perché oltre alle sue doti artistiche, sapeva trasmettere una simpatia travolgente insieme ad una grande umanit .
Ci eravamo conosciuti più di vent’anni fa.
Insieme a Nucci c’erano ancora Mario Carotenuto, Glauco Onorato e Roberto Lerici, a riempire i teatri e ad animare le serate dopo gli spettacoli. Erano ancora quegli anni ’80 pieni di sogni e di allegria.
Gli anni seguenti sarebbero stati più duri, per tutti noi.
Mario e Roberto se n’erano andati, ma per fortuna Nucci era sempre lì, con lo stesso entusiasmo, a ricostruire, a ridisegnare, a riempire di nuovo i teatri e ad animare ancora le serate.
Ed è stato così, sino all’ultimo.
“L’avaro” di Molière, “L’avaro” di Plauto, “Le allegre comari di Windsor” di Shakespeare, “Cirano” di Rostand, “Le nozze di Figaro” di Beaumarchais, “Sarto per signora” di Feydeau, sono solo alcuni dei momenti che, in un modo o nell’altro, abbiamo condiviso sulle scene.
Ma ci sono tante altre cose bellissime, vissute fuori dalle scene, che ci porteremo per sempre nel cuore.
E se adesso ci fermiamo un momento a pensare, possiamo vederlo, sorridente, con Mario, Roberto e Glauco, ad organizzare il prossimo spettacolo da portare in tournèe, prima di mettersi a tavola, di nuovo insieme, felici, come ai vecchi tempi.
Con affetto
Millo Lerici, Francesca Bianco e Antonio Salines