A GIRL IS A HALF-FORMED THING

di Eimear McBride

6 - 7 dicembre

A GIRL IS A HALF-FORMED THING

di Eimear McBride

adattamento Annie Ryan

traduzione Natalia di Giammarco

con Elena Arvigo

scenografie Alessandro Di Cola

a cura di Giuliano Scarpinato e Elena Arvigo

produzione Teatro de Gli Incamminati

 

“Girl Is A Half–Formed Thing”, presentato per la prima volta al Fringe di Edimburgo e accolto con grande successo di pubblico e critica, è l’adattamento teatrale di Annie Ryan all’omonimo romanzo di Eimar McBride e sarà rappresentato per la prima volta in Italia a Dicembre 2016 al Festival di Drammaturgia “Trend” diretta da Rodolfo di Giammarco.

Lo spettacolo ci parla con un linguaggio diretto - a tratti persino disturbante - del travaglio relazionale tra una giovane donna e suo fratello, facendo originale uso di una scrittura in flusso di coscienza priva però di astrazioni od orpelli poetici ma invece quanto mai manuale e pratica .

Spietato e oggettivo come una sventurata radiografia, il testo spinge l’intimità – disordinatissima, sconcertante ma profondamente sensibile – di una protagonista sempre più in discesa dentro quel guscio elettrico di una metropoli che non è sfondo, ma concede il diritto, a un urlo screanzato. Il “rumore” è quello di una persona non ancora compiuta, ma sformata, scomoda nel suo essere, direttamente o indirettamente, reietta. Un apparecchio difettoso.

A metà tra un Beckett e un Osborne, ma originalissima nel volontario sottomettersi, diremmo, al volgare come necessario trampolino per un lirismo schietto e urgente, il testo della Ryan presta il fianco (e il corpo) a svariate interpretazioni sceniche e chiavi di lettura, persino sociali. Una paranoia sputata in più terreni scalcinati.

Comico e tragico, tra la carne e il ferro, assistiamo strumento voce nuda a violenze familiari, abusi e alterazioni sessuali, traumi irrisolti dall’infanzia e malattie (psicotiche ed etiche) di una sensibile, accorata, modernissima migrante dell’anima.

Non v’è compassione nella voce della “ragazza a metà” poiché manca il giudizio, segno inequivocabile che la storia, mentre si snoda, è ancora fin troppo viva e lontana (forse irrimediabilmente?) da un compimento: per ora è mutilata. Tuttavia e’ sempre presente e innegabile , dall’inizio alla fine , anche nei momenti più bui e dolorosi del testo , lo slancio vitale che rende questa confessione un ‘estrema e potente possibilità di salvezza .

Prezzi:

Posto Unico € 10,00

Orari:

ore 21,00


Piazza di Sant'Apollonia, 11 00153 Roma.

Sott'occhio

dal 18 al 23 febbraio 2020

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