GILTdi Stephen Greenhorn-Rona Munro-Isabel Wright
Scheda Spettacolo

GILTdi Stephen Greenhorn-Rona Munro-Isabel Wright

GILTdi Stephen Greenhorn-Rona Munro-Isabel Wright
Questo spettacolo fa parte dell'archivio delle passate rappresentazioni.
Galleria di Scena (4 foto)

GILTdi Stephen Greenhorn-Rona Munro-Isabel Wright

Informazioni Spettacolo & Botteghino
Date Rappresentazione
martedì 13 novembre
Orari Inizio
ore 21,00
Tariffe & Biglietti
Ufficiale
ingresso libero
regia di Andre Baracco

traduzione Serenella Martufi

riduzione di Claudio Storani e Andrea Baracco

con
Giandomenico Cupaiuolo, Roberto Manzi, Gaia Saitta, Alessandra Paoletti, Livia Castiglioni, Maria Grazia Laurini

Elementi sonori di Giacomo Vezzani

Le vite così diverse di James, Anita, Mick, Jo, Al e Carla sembrano sfumare ciecamente tra sogni incompiuti e desideri irrealizzati verso la propria rovina. Come mosche impazzite colpiscono la dura superficie della realtà senza riuscire a lasciare una traccia consistente del loro frenetico passaggio. Non esistono vincoli sentimentali che possano attenuare questo tormento da fantasmi. A giudicare dalla loro apparenza sembrano tenui ombre serali. Ma esiste il rovescio della medaglia, queste ombre inconsistenti trovano d’improvviso un contrappeso nel gioco seducente dello scambio economico. Mick diventa così il personaggio televisivo dell’anno amato e corteggiato dalla giovane Jo, James il medico sensibile che dedica la sua vita ai bambini malati, Anita la benefattrice che ricambia bene ad un male subito e Carla, la povera Carla, devastata dalla sclerosi, l’amante ospitale per lo straniero Al … perché ogni cosa ha un prezzo, perfino la pietà.

Gilt è un testo di schegge, di frammenti, di situazioni che si sovrappongono e sconfinano l’una nell’altra, che si accoppiano fino a sfinirsi, fino a precipitare in una sorta di orgia onanistica, fatta di stupide solitudini. Gilt è un luogo in cui non si può entrare in contatto, mettersi in relazione, condividere alcunché; Gilt soffoca e spazza, lascia che l’altro prenda fuoco e sorseggiando una sigaretta osserva con le gambe incrociate convinto che lì, proprio al centro dell’incendio, non ci sia un corpo in ustione ma solo il fumo di un’altra Marlboro.
C’è un malato alla ricerca del male minore, c’è un personaggio televisivo a cui è rimasto soltanto l’orrore verso se stesso, c’è una donna che gioca alla roulette russa, c’è un bimbo troppo cresciuto che vorrebbe solo una minestrina e la mamma, c’è una ragazzina assordata dai decibel del proprio cervello, c’è, su tutti, lo sguardo di un maialino rosato, ingozzato di monete, che osserva divertito.
Andrea Baracco