Garofano Verdescenari di teatro omosessuale - XVIII edizionerassegna a cura di Rodolfo di Giammarcopresenta
Un triangolo. O meglio, i vertici di un triangolo: A B C. Anna, Beatrice e Costanzo, i protagonisti di questa storia. Questo è però un triangolo imperfetto, poiché converge in un punto quasi a schiacciarlo. Un menage o una convivenza non proprio così felice. Siamo al principio degli anni ’90 o fine degli anni ‘80. In una città di provincia, una qualsiasi provincia del Sud.
Anna e Beatrice sono due travestiti che sognano da sempre di partire per il Brasile in cerca di samba e di fortuna. Il Brasile è inteso da loro come l’America, come salvezza e riscatto da una terra amara, che produce luoghi comuni e chiacchiere di paese sugli omosessuali. Sono legati da una grande amicizia, nata tra i banchi di scuola. Anche la loro omosessualità è nata in simbiosi, come “anima nuova”, che si è piantata nella carne come “una bandiera che si pianta in un territorio esplorato da poco”. Costanzo è il loro coinquilino, operaio originario di Rio De Janeiro. Egli è posto all’apice del triangolo. In nome di una passione sconosciuta e senza nome. E attorno a Lui ruota il caso: è stato licenziato dalla fabbrica per la sua diversità. Ultimamente non parla, si è chiuso in un mondo di ragioni e non. Ma la sua macchia oramai è venuta a galla in tutto il paese. Beatrice ed Anna non riescono a smuoverlo. Decidono così di ingegnare uno scherzo sperando che Costanzo esca fuori dal mutismo. Uno scherzo che si rivelerà (femme) fatale...