A SINGLE MANdal romanzo di Christopher Isherwood
Scheda Spettacolo

A SINGLE MANdal romanzo di Christopher Isherwood

A SINGLE MANdal romanzo di Christopher Isherwood
Questo spettacolo fa parte dell'archivio delle passate rappresentazioni.

A SINGLE MANdal romanzo di Christopher Isherwood

Garofano Verdescenari di teatro omosessuale - XVIII edizionerassegna a cura di Rodolfo di Giammarcopresenta

Informazioni Spettacolo & Botteghino
Date Rappresentazione
20 - 21 giugno
Orari Inizio
tutte le sere alle 21,15
Tariffe & Biglietti
Ufficiale
Interi € 15,00 - Ridotti € 10,00

È attraverso il bel film di Tom Ford che forse alcuni di noi hanno conosciuto il romanzo di Christopher Isherwood. Leggerlo, riscoprirlo, fa venire la voglia di raccontarlo ancora. Isherwood lo pubblica nel 1964: il modo in cui affronta la complessità di un rapporto fra due uomini, è nuovo, nella sua limpidezza priva di coperture, di cupi sensi di colpa, di vergogna, nei quali la letteratura che si occupava di relazioni omosessuali si dibatteva sino ad allora.

E forse, da allora, non sono passati molti anni. E forse, proprio questo, rende “A Single Man” un atto profondamente ed umanamente politico.

“Io sono una macchina fotografica con l'obiettivo aperto; non penso, accumulo passivamente impressioni”. “A Single Man” ha tutta la potenza della fotografia dispiegata in parole. Ha tutta la delicatezza dello sguardo che si posa sul più incolmabile dei dolori umani: la perdita, l’abbandono. L’apparente freddezza e l'ironia con cui Isherwood racconta le vicende del suo protagonista è rinforzata dall’appassionante e sfrontato sguardo anatomico attraverso il quale persino il doloroso risveglio viene vivisezionato. Ma è questo sguardo ironicamente anatomico che commuove più di ogni altra cosa. Se la pelle è il nostro confine dove troveremo mai conforto? Ci sono molti sguardi posati su George, eroe che lotta senza tregua perché non sa immaginarsi un'alternativa. Uno su tutti: quello di Jim, il compagno perduto. “Supponiamo che i morti tornino a visitare i vivi", suggerisce l'autore, "che qualcosa di vagamente definibile ‘Jim’ possa tornare a vedere come se la passa George”.

È quello che vogliamo fare. E se supporre, vedere, immaginare, intravedere sono i verbi più amati da Isherwood per raccontare la persona ‘George’, è proprio a queste azioni che ci affidiamo per indagare, con la carne e con le ossa, le gesta di un uomo solo.

Valentino Villa