Garofano Verdescenari di teatro omosessuale - XVIII edizionerassegna a cura di Rodolfo di Giammarcopresenta
È la storia drammatizzata del processo ad Aldo Braibanti, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano, condannato nel 1968 per plagio, reato introdotto dal fascismo col Codice Rocco.
Braibanti, omosessuale dichiarato, aveva trascorso l’estate con il giovane diciannovenne Piercarlo Toscani, e poi a Roma, visse insieme al diciottenne Giovanni Sanfratello, che fu costretto dai genitori a lasciare casa e famiglia per le sue frequentazioni di sinistra e degli ambienti artistici. Il fratello denunciò Braibanti per "plagio", ossia di aver "assoggettato fisicamente e psichicamente" i due ragazzi. Nella sua difesa Braibanti fece notare che i ragazzi avevano deciso di seguirlo autonomamente e da adulti. Ma la conclusione del processo fu la condanna a nove anni di reclusione, poi ridotti per il suo passato da partigiano. Il processo si svolse nel 1968, mentre infiammava la contestazione dell’Italia conformista e autoritaria davanti ai cambiamenti sociali. La condanna suscitò reazioni di ogni tipo in tutta Italia, e a favore di Braibanti si mobilitarono intellettuali come Moravia, Morante, Eco, Pasolini.