GAROFANO VERDEscenari di teatro omosessualeXIX edizionerassegna a cura di Rodolfo di Giammarco
con IAIA FORTE
collaborazione drammaturgica Carlotta Corradi
L’Arturo che, orfano di madre, non ha mai conosciuto una donna, che nella sua infanzia e adolescenza sull’isola di Procida ha percepito solo un mondo di uomini in cui campeggiano sovrani il rapporto sacro col padre e il mito di tutte le figure maschili vincolate da amicizia al genitore.
L’Arturo che divinizza come eccellenti condottieri gli dèi di questo fantasioso Olimpo virile, che è geloso del papà al punto di opporre un muro impenetrabile e una negazione assoluta alla nuova compagna-sposa che fa ingresso sotto il tetto domestico.
L’Arturo che vive in un universo territorialmente, interiormente, immaginosamente misogino, fino a una lotta con l’altro sesso che lo troverà impreparato, improvvido, impraticabile.
Eccolo, l’Arturo de “L’isola di Arturo” scritto nel 1957 da Elsa Morante, eccolo, quest’essere selvaggio ed epico, piccolo uomo amante solo di una società di uomini.