con Flaminia Cuzzoli e Ottavia Orticello
scenografia Flavia Tomassi
foto di scena Sara Palliccia e Barbara Baldigari
disegno luci Silvia Crocchianti
traduzione di Ottavia Orticello e Emiliano Russo
regia Emiliano Russo
produzione Ass. Upnòs
Due donne A e B, coetanee, cresciute insieme dall’età di sette fino ai quindici anni, si rincontrano dopo molto tempo, complice un’occasione particolare.
E quell’infanzia e quell’adolescenza condivise hanno lasciato sulle persone che sono oggi tracce indelebili; il formarsi di pari passo dei reciproci corpi, una graduale e condivisa presa di coscienza di cosa implica nascere «femmina» in questo nostro mondo contemporaneo, a quali condizionamenti si è sottoposte, a quali schemi comportamentali viene richiesto di conformarsi, come costruire la propria identità e conquistare il proprio spazio attraverso l’altra e, spesso, a discapito dell’altra. E nell’oggi della scena, come ieri, tornano ad innescarsi vecchie dinamiche di manipolazione e necessità di controllo, un reciproco specchiarsi che rivela l’inconsistenza delle maschere che ciascuna si ostina maldestramente a portare. Solo certi e rari occhi, infatti, hanno il potere di spogliarci delle nostre maschere, obbligarci a vedere noi stesse/i per davvero, far crollare quegli ideali - talvolta fanatici – che strumentalizziamo e in cui ci rintaniamo, credendo di poter così giustificare i nostri dolorosi vuoti.
Claire Dowie - Nata a Birmingham, scrittrice, attrice, poetessa è una delle figure più anticonformiste del teatro contemporaneo e fra le più acclamate della scena londinese odierna, ha iniziato operando nel circuito dei teatri alternativi di Londra. Definita «l'avvocato supremo della ribellione» (The Stage) la Dowie ha inventato il suo stile teatrale, da lei stessa definito Stand-up Theatre, in cui l'attore è chiamato a rivolgersi direttamente al suo pubblico – convinta che il teatro non possa prescindere da questo reale coinvolgimento di chi guarda. Attraverso uno stile unico, Claire ha scritto molte pluripremiate piece, tra cui Benji (1988 Time Out Theatre Award) e Perchè John Lennon porta la gonna? (1991 London Fringe Award). Le sue opere sono state rappresentate in cinque lingue diverse.