IL SOGNO DI IPAZIA
	di Massimo Vincenzi
Scheda Spettacolo

IL SOGNO DI IPAZIA di Massimo Vincenzi

IL SOGNO DI IPAZIA
	di Massimo Vincenzi
Questo spettacolo fa parte dell'archivio delle passate rappresentazioni.
Galleria di Scena (7 foto)

IL SOGNO DI IPAZIA di Massimo Vincenzi

Informazioni Spettacolo & Botteghino
Date Rappresentazione
dal 24 maggio al 5 giugno
Orari Inizio
dal martedì al sabato alle ore 21,00 - domenica alle ore 17,30 lunedì riposo
Tariffe & Biglietti
Ufficiale
Interi € 18,00 - Ridotti € 13,00

con Francesca Bianco

voce fuori campo Stefano Molinari

videografie Giulia Amato

musiche Francesca Verdinelli

regia Carlo Emilio Lerici

 

“Immaginate un tempo quando il più importante matematico e astronomo vivente era una donna.
Immaginate che abbia vissuto in una città così turbolenta e problematica come sono oggi Beirut o Baghdad.
Immaginate che questa donna abbia raggiunto la fama non solo nel suo campo, ma anche come filosofo e pensatore religioso, capace di attrarre un largo numero di seguaci.
Immaginatela come una vergine martire ma non per la sua Cristianità, ma da parte dei Cristiani perché non era una di loro.
E immaginate che il colpevole della sua morte sia stato accolto tra i santi più onorati e significativi della Cristianità.
Non avremmo dovuto sentirne parlare?
La sua vita non avrebbe dovuto essere nota a tutti?
Avrebbe dovuto essere così, ma così non è stato.”

Lo spettacolo racconta l'ultimo giorno di Ipazia. Dal suo risveglio al mattino, seguito dall'uscita di casa per recarsi alla sua scuola, sino all'aggressione e alla morte.
La narrazione è intervallata dal ricordo di una delle imprese “disperate” tentate dalla protagonista: salvare la biblioteca di Alessandria.
Impresa che abbiamo preso come simbolo della sua intera vita.
A questo ricordo si alterna la voce sempre più veemente, e progressivamente più violenta, dell'autorità politica e religiosa. Partendo dal primo editto di Teodosio del 380 d.c. per arrivare ai veri e propri anatemi del vescovo Cirillo.
Per la parte relativa ad Ipazia la narrazione, pur fedele alla documentazione storica, è stata in gran parte liberamente reinventata. Per la parte relativa all'autorità politica i testi sono tratti dai quattro editti teodosiani. Per la parte relativa al vescovo Cirillo sono stati utilizzati frammenti dei suoi discorsi liberamente riadattati, tenendo come guida le testimonianze storiche che ci sono arrivate.