4.48 PSYCHOSIS
	di Sarah Kane
	 
Scheda Spettacolo

4.48 PSYCHOSIS di Sarah Kane  

4.48 PSYCHOSIS
	di Sarah Kane
	 
Questo spettacolo fa parte dell'archivio delle passate rappresentazioni.

4.48 PSYCHOSIS di Sarah Kane  

Informazioni Spettacolo & Botteghino
Date Rappresentazione
dal 20 al 21 dicembre
Orari Inizio
tutte le sere h.21.00
Tariffe & Biglietti
Ufficiale
Interi 13 €  Ridotti 5 € 

con Mariateresa Pascale

soprano Patrizia Polia (digital/live)

pianoforte Diego Procoli (digital/live)

musiche da Gustav Mahler e P. J. Harvey

elaborazioni musicali / video / scena / regia di Enrico Frattaroli

produzione  Frattaroli – Pascale

in collaborazione con Florian Metateatro - Centro di Produzione Teatrale con il sostegno del Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi

 

Sinfonia per voce sola è una messa in concerto dell’ultimo testo di Sarah Kane: la musica dei suoi versi in risonanza con musiche di Gustav Mahler e P. J. Harvey. In scena, protagonista è la poesia stessa, variegata nelle forme liriche, narrative, dialogiche, grafiche della sua scrittura, testualmente e scenicamente affidata alla “voce sola” di Mariateresa Pascale.

«Scriverlo mi ha uccisa» annota Sarah Kane sul biglietto allegato alla copia di 4.48 Psychosis lasciata alla sua agente letteraria il giorno del suo suicidio. Il suo ultimo dramma, perfezionato fino all’ultimo istante della sua vita, è anche il suo testamento poetico.

«Addio! Addio!» scrive Mahler sui pentagrammi vuoti delle pagine manoscritte dell’Adagissimo. Ventisette misure i cui pianissimo conducono la Nona Sinfonia alle soglie del silenzio e che qui si intonano con le parti più liriche del poema, mentre Rid of me, To bring you my love, The slow drug, composizioni rock di P.J. Harvey coeve alla scrittura di Sarah Kane, ne sostengono le invettive più aspre e graffianti.

Le parti dialogiche del poema – le cui voci rinviano, implicitamente, alla stessa Kane e al suo psichiatra – hanno, paradossalmente, valore di tacet. Sono momenti in cui l’opera si sospende e il regista si rivolge, letteralmente, all’attrice, che al regista risponde. Ed è proprio per il loro valore di pausa, di silenzio che sono parte dell’opera teatrale come bianchi di scena.

Non solo la musica è chiamata a fare parte della concertazione. Un flusso di immagini tratte dalla disposizione grafica del testo, o ad esso ispirate, si attengono al poema seguendo le variazioni agogico-dinamiche dell’intera partitura verbale e musicale.