di Leo Butler
traduzione Enrico Luttmann
con Valentina Corrao e Roberto Marra
scrittura Gestuale Dario La Ferla
canto a cura di Elena Polic Greco
disegno luci Emanuele Lepore
assistente alla regia Daniel Pistoni
regia Massimo Di Michele
produzione SmartIt
Si ringrazia ADDA - Accademia D'Arte del Dramma Antico, Siracusa
Nel mondo spariscono 8 milioni di bambini ogni anno, 22 mila al giorno, 1 milione i bambini che scompaiono in Europa. In Italia scompare un bambino ogni 7 giorni.
EÌ€ questo il terreno, doloroso e difficile, in cui Leo Butler si addentra con L’uccellino del mattino, in cui l’attualitaÌ€ viene rielaborata e studiata attraverso i canoni della ricerca artistica. Basato su un testo scarno e allo stesso tempo lirico, lo spettacolo eÌ€ imperniato sul dialogo tra Debby e Jack, genitori di una bambina scomparsa. PiuÌ€ che un dialogo, un flusso di coscienza che scorre magmatico sullo sfondo di un tempo immobile, paralizzato da un dolore totalizzante, in cui tra brusche virate di registro e scambi tra personaggi, i due protagonisti si rincorrono, litigano, si trasformano in altro, accecati dal bisogno e dal dovere di trovare un possibile colpevole.
Butler seziona l’argomento declinandolo in mille prospettive, offrendo al pubblico una visuale ricchissima, popolata da una moltitudine di situazioni e personaggi impersonati dai due genitori. Amore e rancori si mescolano fino ad essere indistinguibili, in questo unicum emotivo morso da varie rabbie. Che toglie il respiro.
Come in un ingranaggio rotto, il tempo è bloccato, ha annichilito ogni possibile futuro. Sì è fermato sul volto dei due giovani interpreti, entrambi ventenni, in quel giorno da cui non si può più scappare, prigionieri di un circolo vizioso di domande che non troveranno risposte.