di Mark Healy
dal romanzo di John Fowles
traduzione Giorgio Lupano
con Giorgio Lupano e Beatrice Arnera
elementi scenici Maurizio Kovacs
luci Giuseppe Filipponio
sonorizzazione Emiliano Barbieri
macchinista Adriano De Ritis
regia e impianto scenico Francesco Bonomo
produzione a.ArtistiAssociati
L’incontro
Il progetto, come spesso accade, nasce proprio in uno dei tanti camerini dei teatri Italiani, dove si condividono le aspirazioni e le urgenze professionali. Il Collezionista di Mark Healy ha risposto fin da subito a due sfide che avevamo deciso di affrontare: da un lato un banco di prova per i due attori protagonisti e dall’altro la trattazione di un tema che a noi preme da sempre, vale a dire la violenza sulle donne o piuÌ€ in generale il conflitto di genere.
La trama
Frederick Clegg eÌ€ un uomo schivo con la passione dell’entomologia: il suo unico interesse eÌ€ catturare e collezionare farfalle. Ha da qualche tempo notato Miranda, una giovane e affascinante studentessa d’arte, una ragazza tanto vitale e luminosa quanto lui eÌ€ anonimo e ombroso. Dopo una fortuita vincita alla lotteria che lo rende ricchissimo, decide di comprare una vecchia casa isolata, di riadattare il seminterrato ad appartamento e di rapire la ragazza; eÌ€ convinto che stando da sola con lui impareraÌ€ a conoscerlo e quindi ad amarlo.
Note di regia
La necessitaÌ€ di mettere in scena questo testo risiede nella sua capacitaÌ€ di risuonare dentro di noi come un fatto di cronaca. La violenza del rapporto tra carnefice e vittima eÌ€ tutta psicologica e, per metafora, rappresenta la guerra di genere che in ambiente domestico eÌ€ causa di morte o maltrattamenti perpetrati dagli uomini sulle donne. Abbiamo voluto, dunque, evidenziare quello che l’autore giaÌ€ suggerisce nel presentare il personaggio del rapitore come un uomo comune, qualcuno che potrebbe essere il nostro vicino, qualcuno a cui riconoscere in qualche modo le ragioni del suo gesto insensato, tanto da farci dubitare della nostra stessa integritaÌ€ etica. Frederick Clegg non percepisce se stesso come un criminale o un mostro: egli agisce -a suo dire- per amore e decide di segregare Miranda poicheÌ non ha altri strumenti per avvicinarla; eÌ€ un uomo che sembra non avere interessi al di fuori della sua collezione; isolato e in una sorta di cattivitaÌ€ eÌ€ “semplicemente” incapace di relazionarsi con il prossimo. Miranda al contrario, eÌ€ un personaggio multiforme, capace di adottare le strategie piuÌ€ diverse per salvarsi la vita. In questo senso abbiamo inteso sintetizzare in lei le molte forme di resistenza che le donne attuano quotidianamente in ambiente domestico e in generale nella societaÌ€. Per riuscire nell’intento di rendere questi personaggi degli archetipi, tutto il lavoro eÌ€ stato impostato a spogliare il testo di connotazionI temporali o geografiche trasformando la scena in un non-luogo dove si combatte una guerra senza tempo per la sopravvivenza.
Francesco Bonomo
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