una storia di umani
TESTI di ALESSANDRO BARICCO
con Simone Ciampi, Federica Fruscella e Nicolas Pandolfi
regia di Guglielmo Guidi
Attraverso il mito gli umani generano il mondo, come ci insegna l’Iliade.
“Clonmacnoise”
Cluain Mhic NoÌis in gaelicoirlandese, eÌ€ la cornice mitica, leggendaria, della storia che ci accingiamo a narrare.
“gheimifichescion”
C’eÌ€ stato un momento in cui, tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90 del secolo scorso, la civiltaÌ€ che conosciamo eÌ€ morta per sempre. C’eÌ€ stata una rivoluzione tecnologica che ha generato una rivoluzione mentale. Cervelli che hanno cominciato a muoversi in maniera diversa dall’uomo novecentesco.
La beat-generation
Erano persone intorno ai vent’anni, venticinque, con qualche vecchio di trenta, che volevano cambiare il mondo, che non erano piuÌ€ novecenteschi, che facevano le marce contro la guerra del vietnam; che pensavano che il modello alternativo era: vivere nelle comuni, fare l’amore libero, rifiutare il primato del denaro.
I nerd
Tra loro, peroÌ€, c’erano anche degli ingegneri informatici, cioeÌ€ di una disciplina appena nata, che in tutto e per tutto erano come loro: capelli lunghi, si lavavano poco e che in questi primi laboratori stavano cercando di capire come potevano cambiare il mondo.
“la fuga dal ‘900”
Di solito si indica nel XX secolo, il secolo della grande intelligenza; una civiltà raffinatissima, ma che produsse: due guerre mondiali che hanno diviso il mondo in due ideologie: est e ovest.
E cosiÌ€ abbiamo rotto dei privilegi che sono stati fissi per decenni, ma ci siamo illusi che fosse facile vivere in una situazione di umanitaÌ€ aumentata, di individualismo molto diffuso, individualismo di massa. A scuola s’insegna ancora ad essere dei cittadini di una democrazia occidentale anni ‘90, ma non c’eÌ€ nulla nella scuola che prepari al futuro. Noi possiamo anche teorizzare un mondo in cui le informazioni corrono, ma se il governo eÌ€ ancora novecentesco siamo bloccati. Un'altra cosa: son tutti maschi! Non c’eÌ€ una donna fra gli “inventori” del game son tutti uomini. Non c’eÌ€ intelligenza femminile. Questa nuova idea di mondo eÌ€ stata fatta da maschi, ingegneri, scienziati. Queste ferite ci sono e non le cureraÌ€ nessuno che sia nato prima di google. Le possono risolvere soltanto i piuÌ€ giovani. Ci vuole la disinvoltura di un sedicenne per passare dal mondo all’oltremondo.
Il testo è come un thriller che indaga su quanto abbiano avuto un ruolo fondamentale le generazioni che hanno costruito gli strumenti, i device, che serviranno alle future generazioni per inventare il mondo nuovo. È una riflessione sul futuro, che non possiamo conoscere, ma è lì che c'aspetta.
La forma comunicativa eÌ€ quella dello “Seanachai”, il cantastorie della tradizione gaelico-irlandese di terza generazione. Questi moderni cantastorie donano alle emozioni un mezzo potente e suggestivo d’espressione: l’abilitaÌ€ di “raccontare” storie del nostro tempo attraverso la musica, il canto e le parole.