di GIUSEPPE BUCCI
brani tratti da "Being at home with Claude" di RENE' DANIEL DUBOIS
con FABRIZIO APOLLONI e ANDREA VERTICCHIO
musiche JO CODA
scene FILIPPO STASI
aiuto regia ANNA BOCCHINO
adattamento e regia GIUSEPPE BUCCI
Adattato e diretto da Giuseppe Bucci "In casa con Claude" prende spunto dall'omonimo testo di Renè Daniel Dubois (ambientato nel Canada degli anni '60) per raccontare un dramma psicologico dai risvolti criminali senza luogo e senza tempo. Una metafora della società contemporanea che, nonostante passi in avanti, relega la comunità e i sentimenti omosessuali, specie se legati a persone con comportamenti borderline come la prostituzione, a persone e sentimenti di seconda categoria.
Lo spettacolo è andato in scena ripetutamente (anche con diversi cast) dal febbraio 2020 a Napoli, Milano e Roma dove è riproposto, a grande richiesta, per la terza stagione consecutiva e per la prima volta al Teatro Belli in occasione del recente prestigioso premio assegnato dalla "Fondazione Claudio Nobis" alla interpretazione del giovane Andrea Verticchio che torna, per l'occasione, a rivestire i panni di Yves.
Regista e attore hanno anche vinto, nelle rispettive categorie, il riconoscimento "Napoli Cultural Classic" 2022
Bucci è noto per i suoi numerosi e pluripremiati cortometraggi ( "Luigi e Vincenzo", "La voce di Laura", "A mia immagine" ) e importanti adattamenti teatrali come il recentissimo "Tom à la ferme" da Michel Marc Bouchard in scena proprio al Belli.
Il giovanissimo Andrea Verticchio dal suo debutto in questo personaggio, un anno e mezzo fa, è stato tra i protagonisti della terza serie di "Mare fuori" e apparirà in "Un professore 2" (da Novembre su RAIUNO) .
Esordio, invece, nel ruolo del commissario, di Fabrizio Apolloni.
Attore di teatro e fiction, sarà nell'atteso Film Rai "Margherita (Hack) delle stelle", Apolloni è noto anche come doppiatore, suo il lavoro di doppiaggio per "À la Recherche di Giulio Base alla "Festa del cinema di Roma"
Sinossi
Un interrogatorio di polizia spietato e avvincente tra un rigido, ma umano, commissario di polizia e un ragazzo omossessuale, escort e tossicomane, vittima di emarginazione e pregiudizio, che confessa l'omicidio di un altro ragazzo, senza apparente movente. Ma anche un viaggio all'interno alla mente del giovane, immerso in un caotico mix di dipendenze e situazioni borderline, che con incredulità e dolore riesce ad arrivare alla dolorosa autoconfessione.
Uno spettacolo scritto negli anni '80 che resta, alla luce della situazione politica attuale, incredibilmente attuale ed allarmante.
Precisa Bucci: "Ho voluto arricchire lo scontro tra i personaggi con veri e propri tilt della mente del giovane protagonista, stravolto e incredulo, che lo trascineranno in mondi deviati a lui più familiari e preferibili alle "torture" imposte dal commissario che, vittima anch'egli dei pregiudizi della società, cerca caparbiamente una verità che si presenterà assai diversa da quella immaginata. . Il monologo finale sarà un vero e proprio flusso di emozioni, altalenanti e confuse, del giovane escort a cui non è concesso in alcun modo la possibilità di "amare ed essere amato".