di Nathan Ellis
regia Lucilla Lupaioli
con Alessandro Di Marco e Martina Montini
luci e fonica Sirio Lupaioli
scene e costumi Nicola Civinini
foto di scena Alice Tinozzi
assistente regia Sara Attanasio
traduzione Natalia di Giammarco
produzione Bluestocking
Guardo nelle pieghe di questa famiglia, questi due, fratello e sorella, che nascondono ferite che tutti conosciamo anche se a intensità diverse, anche se con diverse sfumature. Madri difficili, figli difficili, tentativi di fuga e riscatto, tentativi di superamento del confine familiare dentro il quale invece si cade di continuo e dentro il quale si è intessuti, fili della stessa trama, che ci piaccia o no.
Il linguaggio stringato, a tratti aspro, trattenuto e poi esploso, con quel ritmo britannico apparentemente estraneo al presunto calore mediterraneo, rivela invece i sentimenti sotterranei e persistenti dei due protagonisti Karen e Andrew: l’amore filiale tradito da una madre che sembra non aver saputo assolvere al suo difficile compito di accudimento, tanto quanto la figlia che se ne occupa ora con la stessa impotenza e la stessa rabbia. Il fratello, famoso scrittore di passaggio, che si è allontanato per tempo da quella famiglia disfunzionale e faticosa, cerca di porre rimedio, di capire, di aiutare. Dice. Ma nessuno è in grado di proporre un nuovo modello: c’è un anelito ad una famiglia migliore, c’è una speranza di ricostruzione. Ci sono figli da crescere e riconquistare, figli attesi e sognati. Ma, nell’evolversi della nostra storia personale, quante volte abbiamo saputo capovolgere il quadro familiare? Quanto siamo stati efficaci nel correggere la relazione filiale, fraterna? Mi piace lasciare aperte le domande perché diventino una guida verso noi stessi, una direzione verso riflessioni che possano espandere la nostra coscienza e darci la possibilità di guardarci finalmente con accettazione e perdonare le proprie e le altrui mancanze. Quei fili ci appartengono, ci imbrigliano, ma ci tengono uniti.
Questi due personaggi, due adulti fra i quaranta e i cinquant’anni, che si ritrovano nella casa della loro infanzia, ci lasciano immaginare una vita oltre quel momento speciale, oltre quella relazione non scelta. Si percepisce l’aspra ironia di Karen, la simpatia compiaciuta di Andrew, mentre la madre, di sopra, tossisce, forse dorme, forse soffre. Forse accetta di aver amato questi due figli come ha potuto. E intanto fuori piove. Piove e tira vento, sempre di più.
Lucilla Lupaioli