di Ruby Thomas
regia e traduzione Giampiero Cicciò
con Saverio Barbiero Lisa Lippi Pagliai Tommaso D’Alia
Carlotta Solidea Aronica Ivan Maria Artuso
disegno luci Roberto Di Maio
scene e costumi del Collettivo
regista assistente Emanuele Baroni
assistente alla regia Giovanna Malaponti
produzione Nutrimenti Terrestri
SINOSSI
La comunicazione attorno a una tavola apparecchiata, con l’intera famiglia seduta, a volte ricorda una chiamata a distanza su un gruppo WhatsApp. Ma senza linea.
Un estraneo (l’Ospite pasoliniano di Teorema che irrompe scompaginando convinzioni insulse? O magari uno psicoterapeuta per sessioni di gruppo? Oppure un rondone in volo che precipita nel nostro giardino ricordandoci che siamo parte del Regno animale?), un estraneo può illuminare quegli spazi di silenzio, di incomprensioni tra un essere umano e l’altro, tra un essere umano e sè stesso.
NOTE DI REGIA
Una famiglia di quattro persone: madre e padre ormai separati, due figli poco più che adolescenti e un giovane mediatore. È per guarire Sam, il primogenito, che vanno in scena sei sedute di terapia di gruppo.
Un’opprimente clinica ospedaliera per essere liberati dalla prigionia di relazioni guastate dal non detto o dal detto male. Uno zoo umano, un teatrino di quotidianità domestica con spettatori invisibili: una quarta parete dalla quale il mondo sembra osservare e giudicare le nostre qualità di madri, padri, figli, studenti, medici, esseri umani, animali, la nostra sempiterna ansia da prestazione.
Non c'è una trama di cui parlare: è la configurazione dei personaggi, che cambia tra una sessione e l'altra, tra una confessione e una reticenza, a rivelare le trame del destino dei personaggi (le trame del destino che conducono ognuno di noi nel luogo in cui siamo adesso e che ci impongono il modo di vivere quel luogo).
È un testo, esilarante e crudele, sulla libertà e per essere liberi, sembra dirci Ruby Thomas, ci sono tante, multiformi gabbie da forzare.
Giampiero Cicciò